I tour La Genova dei genovesi

Scopri la città vista e vissuta dagli occhi dei Genovesi, i nostri esperti ti condurranno nelle vie più antiche alla scoperta delle meraviglie più nascoste.

Al tuo rientro potrai gustare una cena tipica per scoprire il nostro territorio a 360°

Cimitero Staglieno, Genova ed i suoi poeti, Genova e le sante genovesi, tour barocco, tour medioevale…

Genova e le sante genovesi con guida attoriale

1300 la santa senese passa da Genova per accogliere il Papa da Avignone e vi resta un mese per assistere un amico, 1300, Santa Brigida di Svezia passa da Genova e fonda due monasteri mentre si incammina a Gerusalemme, 1510, muore a Genova Santa Caterina Fieschi Adorno, nobildonna genovese che lasciò il mondo per dedicarsi ai poveri della città in seguito all’ultima grande epidemia di peste, poco tempo dopo un’altra santa, Virginia, fonda a Genova la prima casa di accoglienza per ragazze abbandonate.

Un itinerario spirituale tra arte e fede per scoprire i luoghi, le chiese, i palazzi che frequentarono queste donne nella vita, leggendo alcuni stralci di testimonianze contemporanee.

Un tuffo spirituale nel tempo.

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Genova e i suoi poeti con guida attoriale

Tour sui passi dei suoi poeti accompagnato da attore/guida abilitata.

Genova e la sua storia attraverso tappe e letture poetiche in lingua originale di alcune delle poesie più belle dedicate alla città dai maggiori poeti del Novecento.

Montale, Caproni, Sbarbaro, Petrarca, sono solo alcuni dei poeti che incontreremo attraverso i luoghi in una lezione di poesia e arte “en plein air” tra i vicoli, le chiese e i palazzi del centro storico medievale più grande d’Europa.

Tour rinascimentale e barocco

Partiamo da Piazza Fontane Marose, zona periferica in quel periodo. I caruggi erano troppo angusti: i nuovi signori, per accogliere i loro esimi assistiti, vogliono costruire dimore “moderne”, ariose, luminose. Ma hanno bisogno di spazio. Nel 1550 distruggono l’antico postribolo, tracciano una via retta e regolare, vendono i lotti di terreni ai più facoltosi rappresentanti cittadini e realizzano Strada Nuova.

Un unicum straordinario di Palazzi Monumentali che il fiammingo Ruben, giunto quasi casualmente in città, a seguito del suo protettore Gonzaga, amerà, ammirerà, dipingerà per raccoglierli in uno straordinario “prontuario” di ciò che di meglio fosse stato edificato. Palazzi di Genova. Straordinari. Ricchi di affreschi e di sculture. Alcuni trasformati in contenitori museali. Alcuni ancora proprietà di privati che raramente li concedono in visita. E sono ancora tutti lì. Protetti e corteggiati. Anche perché dal 2006 alcuni di essi sono divenuti Patrimonio dell’ Umanità UNESCO. Sono i Palazzi dei Rolli: Palazzo Cambiaso, Palazzo Gambaro, il Carrega Cataldi, il Lercari Parodi, tutti in sfilata nella stessa via.

E poi scendiamo dei vicoli: Palazzo Spinola di Pellicceria e via San Luca, La Chiesa di San Luca val bene una visita. La Natività del Grechetto lì conservata è un’opera assolutamente imperdibile. Poi verso Piazza Banchi, con la chiesa di San Pietro con su due livelli e la Loggia della Mercanzia, ed ancora in alto verso Campetto e Palazzo Imperiale, una sosta agli affreschi del catino absidale della Cattedrale (ed un omaggio alla statua della Vergine, Regina di Genova dal 1637), per finire nel trionfo barocco nella Chiesa del Gesù.

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Cimitero monumentale di Staglieno

Tour alla scoperta del cimitero monumentale di Staglieno: un museo a cielo aperto accompagnato da esperto di storia dell’arte Staglieno è una vera e propria mina vagante nel mondo culturale genovese e nel confinante settore del turismo: può fare esplodere mille emozioni, sentimenti e passioni attraverso quegli avelli ricchi di marmo ed ornamenti.

E’ stato definito da Ernst Hemingway “una delle meraviglie del mondo” perché Staglieno è un universo nascosto, ma terribilmente affascinante; con la bellezza delle sue opere suggella il mistero della morte, che ammanta ogni singola manifestazione artistica. Il silenzio, i porticati, il marmo a Staglieno non sono così remoti alle passioni erotiche, al calore delle carni, al distacco dai piaceri terreni, serpeggia un brivido di sensualità in questo curioso ambiente, dove la borghesia genovese si celebra senza riserve di retorica.

Anche le metafore della vita, carità, lavoro, famiglia sono accattivanti: burrasche, voli d'angeli, onde del mare agitate, alberi che si slanciano verso il cielo.

Genova medievale

Tour della città Medioevale

II cuore più antico della città conserva ancora un rapporto diretto e continuo con il suo mare, primaria fonte di vita, di sostentamento e di ricchezza. Per quanto lo stesso non sia così semplice da percepire.

Partiamo quindi da Mandraccio: prima baia naturale ed insenatura protetta dove i naviganti stabilirono con certezza un rifugio idoneo per Ie loro imbarcazioni, nella via verso il nord del mediterraneo. Qui sorge ancora la Chiesa di San Marco at Mono la cui origine é del 1173. Poi, ci inoltriamo nella zona di Castello, antichissima area insediativa della città, passando davanti alla cosiddetta Casa di Agrippa, per sbucare nella deliziosa piazzetta di San Cosma e Damiano. Ma la città di torri é in salita: aggiriamo la Torre Embriaci, una delle poche che ancora svetta in tutta la sua maestosa altezza quasi a voler proteggere l’incantevole Complesso di Santa Maria di Castello.

E poi ancora in alto, verso Sarzano, dove monumentali chiese e complessi monastici offesi dall’uItima guerra sono stati convertiti con un complesso lavoro di restauro nel nucleo della Facoltà di Architettura. Li affianco, la sconsacrata chiesa di San Agostino, la prima nel nostro itinerario a fregiarsi ancora delle famose bande bianco nere del medioevo genovese, ed il Polo Museale di San Agostino. Lungo Via Ravecca si giunge poi alla superba Porta Soprana o di San Andrea. Vicino c’é la Casa dell’infanzia di Colombo. E da qui, a perpendicolo, giù verso la Cattedrale.

Non é la prima di Genova, ma conserva il tesoro più caro ai genovesi: l'arca con le ceneri del Battista, uno dei patroni della città, sicuramente il più amato. E, attraverso il caruggio del “Diavolo ed il Vento”, scendiamo verso la curia dei Doria.

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